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Risparmiare sulla spesa

Alla corte del “Re nero”.

Alla corte del  “Re nero”.
Una storia millenaria, un’antica ricetta e un aroma sublime che ha incantato sovrani e poeti. L’aceto balsamico si usa così!

La Grancontessa Matilde di Canossa, una delle più potenti ed influenti feudatarie medievali, era solita trattarsi bene come tutti i nobili. Il monaco benedettino Donizone racconta come – durante una visita a Piacenza nel 1046 – il re e futuro imperatore Enrico II di Franconia avesse inviato a Canossa un proprio messaggero, per chiedere al marchese Bonifacio (padre di Matilde) un po’ di “quell’aceto che gli era stato lodato e che si faceva nella rocca di Canossa”. È la prima testimonianza raccolta sull’aceto balsamico, il “re nero”.
Il suo profumo e il suo gusto inconfondibili sono frutto di un lungo processo di fermentazione in botti di legno pregiato del mosto cotto di uve trebbiano. L’invecchiamento dura almeno 5 anni, ma può protrarsi anche molto più a lungo, perfino per centinaia d’anni: più lunga è l’attesa, più sorprendentemente ricca sarà la ricompensa!
Il risultato è una specialità gastronomica unica in tutto, anche nella disinvoltura con cui si abbina ai piatti più diversi, prestandosi ad un’infinità d’usi in cucina.
  • Si può gustare “al cucchiaio” per un originale “apripasto”, o magari alla fine come un insolito digestivo dalle benefiche proprietà.
  • Gli abbinamenti più comuni sono con le scaglie di Parmigiano-Reggiano, con le insalate, coi risotti, con le scaloppine o con delicate salse. In realtà, però, l’unico limite del “ricettario balsamico” è la fantasia dello chef. Il “re nero” si sposa a meraviglia con un’infinità di sapori diversi e ognuno può divertirsi ad inventare nuove associazioni.
  • Se usato per guarnire e completare i dessert, è una vera scoperta. Provalo, ad esempio, sulle fragole con gelato: irresistibile!
  • Se condisce cibi cotti, il balsamico va aggiunto solo poco prima di togliere le pietanze dal fuoco, così da non disperdere il suo straordinario aroma. Stesso discorso per i piatti caldi, che devono essere conditi col balsamico nel momento stesso in cui vengono serviti.
  • Quando condisce insalate e verdure crude, va aggiunto dopo il sale e prima dell’olio, così da esprimere al meglio le proprie qualità.
  • Anche la quantità usata è molto importante. L’aceto balsamico ha un gusto vellutato ma persistente e non bisogna esagerare. Indicativamente un cucchiaino scarso a persona può essere la misura di riferimento.
  • La conservazione non è un problema finché il prodotto resta ben chiuso nella sua bottiglia, a temperatura ambiente e lontano da profumi forti.


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