Dagli antichi Etruschi alla nascita della lingua italiana moderna nella Firenze di Dante e dalle meraviglie artistiche rinascimentali all’affermazione della borghesia mercantile che introduce nuovi scenari sociali, la Toscana ha da sempre un ruolo da protagonista nella storia d’Italia.
Anche per questo visitarla rappresenta un’esperienza indimenticabile e ricca di opportunità. Dolci colli punteggiati di borghi medievali perfettamente conservati, coste lambite dal mare affollate di turisti in estate, città d’arte note in tutto il mondo, antichi stabilimenti termali e campagne selvagge in cui è ancora possibile ammirare cavalli in libertà: alla Toscana non manca davvero nulla.
Nemmeno a tavola! Una gita in Toscana, infatti, è un’occasione di assaggiare ciò che di buono la tradizione enogastronomica locale ha prodotto nel corso dei secoli. E anche in questo campo il visitatore non ha che l’imbarazzo della scelta, perché sono davvero tanti i punti di forza di una cucina in cui si intrecciano influenze povere/popolari e aristocratiche, in un trionfo di suggestioni e sapori diversi.
Per una volta partiamo dai vini che incarnano l’anima più nobile e sofisticata della proposta Toscana. Con 6 DOCG e ben 35 DOC, il patrimonio enologico è di assoluta eccellenza, soprattutto quando si parla di rossi. Il Chianti, sapido e dai tannini vellutati, il Brunello di Montalcino, robusto, asciutto, caldo e persistente, il Nobile di Montepulciano, rubino, etereo e persistente: vini come questi sono apprezzati ovunque, non solo in Italia, e rappresentano i fiori all’occhiello di una produzione che – per qualità e quantità – ha pochi rivali a livello internazionale. Ciò non significa che i vini bianchi siano da meno e basta assaggiare la Vernaccia di San Gimignano DOCG per avere conferma di come, da queste parti, la viticoltura si esalti in ogni sua sfumatura.
Attenzione però: i vini toscani sono in genere piuttosto “tosti” ed è buona abitudine riempirsi lo stomaco prima di bere, anche per evitare di ritrovarsi ko prima ancora che il pranzo o la cena comincino. Bastano anche solo un paio di fette di pane toscano condita con lo strepitoso olio extravergine d’oliva IGP per assolvere questo compito, ma per chi ha fame c’è molto di più da assaggiare.
Si inizia con le zuppe, espressioni di una tradizione rurale che fa di necessità virtù e utilizza ingredienti poveri ma gustosi. È il caso della ribollita - composta di cavolo nero, fagioli e pane vecchio, capace di conservarsi per giorni senza perdere le proprie qualità – e dell’acquacotta, la zuppa semplice dei prodotti dell’orto e del pollaio. Altrettanto stuzzicanti sono le paste: dai grossi pici conditi con sugo d’anatra agli strozzapreti tipici dell’aretino e del senese nel cui nome rieccheggia lo storico anticlericalismo toscano, fino ai tortelli senesi farciti in vari modi che nulla hanno da invidiare ai più noti “cugini” emiliani.
Fra i secondi, oltre alla leggendaria bistecca fiorentina, la selvaggina e la cacciagione hanno un posto d'onore. Il cinghiale si brasa nel vino e si accompagna ai funghi e alla polenta, tradizionale è l'anatra ai semi di finocchi con la pancetta, mentre il fagiano tartufato è caratteristico nell’accostare sapori così diversi.
Se invece cerchi un pasto veloce, i salumi e formaggi toscani ti offrono infinite occasioni di scelta. Il pecorino è in questo senso un must: asciutto ed intenso quello delle creste senesi, morbido perché coperto con morchia d'olio quello di Pienza, spesso impreziosito dal marchio DOP, insomma da provare. Sempre tra i formaggi di origine ovina spicca il cacio marzolino senese, il cui gusto è più delicato rispetto al pecorino. Quanto ai salumi… salame, culatello e prosciutto crudo toscano sono tentazioni davvero irresistibili!
Manca qualcosa? Ma certo, i dolci. I ricciarelli senesi sono particolarmente golosi, grazie alle mandorle e allo zucchero a velo, mentre i cantucci (magari nella variante al cioccolato) risultano perfetti se inzuppati nel vin santo: da leccarsi i baffi!