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Pubblicato il 21/04/2012 |
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C’è chi si ostina a considerarli una moda o addirittura un piccolo “lusso” riservato a cultori dell’ambiente e fanatici del mangiar sano. Eppure, a dispetto della crisi, sono fra i prodotti più ricercati e apprezzati dai consumatori europei, Italia compresa. Sfatando così uno dei pregiudizi più diffusi, quello per cui “biologico” significa necessariamente “più caro”. Sem-pre più numerosi, infatti, sono i consumatori che scelgono di sposare la filosofia del “green thinking”, il “pensiero verde”. E cioè l’idea che ogni nostra scelta di consumo – da ciò che mangiamo a come ci muoviamo, dalla raccolta differenziata alla spesa sotto casa – può incidere (migliorandolo) l’ambiente che ci circonda.
Ed ecco che anche la spesa si fa sempre più “bio”. Dati alla mano, stando all’ultimo rapporto ISMEA, nei primi mesi del 2011 il settore dei consumi biologici ha registrato un +13% rispetto all’anno precedente e sono ormai quasi 8 milioni gli italiani che scelgono di inserire prodotti di derivazione biologica nel carrello della spesa. Un numero che fra l’altro sembra destinato a crescere, anche grazie al web: oltre ai classici canali di distribuzione, moltissimi sono i siti che oggi consentono di fare acquisti bio direttamente online, abbattendo con un clic la distanza fra la propria abitazione e le aziende agricole presenti su tutto il territorio nazionale.
A spingere verso questa tendenza, indubbiamente, l’allarme suscitato dalle varie emergenze (mucca pazza, maiale irlandese alla diossina, latte cinese contaminato con melamina) e la ricerca di una maggiore sicurezza alimentare, ma anche un’attenzione crescente alla qualità e alla genuinità di ciò che portiamo sulle nostre tavole. E del resto, a parità di prezzo o poco più, fra un ortaggio trattato con pesticidi e uno certificato bio, non c’è dubbio che la nostra scelta cada molto più volentieri sul secondo.
Quali sono allora i prodotti di derivazione biologica che trionfano sulla tavola degli italiani? Secondo i dati più recenti (rapporto Ismea/Nielsen), al primo posto troviamo il reparto ortofrutta fresca e trasformata (21,7%), seguito da latticini e prodotti caseari (18,6%), succhi e bevande (9,4%), biscotti e snack (8,7%), uova (8.5%), pasta e olio extra-vergine di oliva.
Dove preferiamo acquistarli? Soprattutto negli ipermercati, dove peraltro le offerte periodiche consentono di acquistare i prodotti bio a prezzi decisamente più bassi e con una qualità spesso migliore rispetto a quelli venduti presso i negozi biologici specializzati, vere e proprie “boutique” spesso inaccessibili al consumatore medio.
E se non bastassero qualità, gusto e impatto ambientale, sappiate che scegliere bio significa sostenere anche una delle eccellenze del Made In Italy agroalimentare, dal momento che – come ricorda la Coldiretti – proprio il Belpaese detiene il primato in Europa per numero di operatori certificati (ben 49.859) ed ettari di superficie coltivati secondo metodi biologici (con in testa Sicilia, Calabria e Puglia). Senza contare i 360 ristoranti e 1178 agriturismi che, da Nord a Sud, hanno scelto di scommettere bio.
La rivoluzione “verde”, insomma, comincia dal carrello della spesa.
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