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Pubblicato il 16/06/2012 |
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La festa fu la sontuosa tre giorni di banchetti e giochi organizzata nell’aprile del 1671 dal principe di Condé presso il castello di Chantilly per Luigi XIV, il Re Sole, e oltre 3.000 membri della sua corte, in cui il famoso cuoco e maestro di cerimonie François Vatel si cimentò nell’immane compito di allestire il tutto in soli 15 giorni. Di quell’incredibile evento quello che rimane oggi è solo la più piccola grande invenzione del geniale e indaffarato Vatel, preoccupato di trovare qualcosa che ornasse degnamente le coppe di fragoline del dessert: una semplicissima crema a base di panna, da allora detta “di Chantilly”.
La leggendaria crema è composta da panna fresca di ottima qualità, vaniglia in bacca e zucchero a velo, in una proporzione di 5 parti di panna e 1 di zucchero.
Messa la panna in un contenitore, con un coltellino ben affilato si taglia la bacca di vaniglia per la sua lunghezza e, raschiando, si eliminano dal suo interno i piccoli semini neri: aggiungete bacca e semini alla panna, chiudete il contenitore con un coperchio e ponetelo in frigorifero per tutta la notte.
L’indomani, filtrate la panna con un telo di lino o cotone, poi versatela in una ciotola alta e stretta e montatela con uno sbattitore, o a mano come vorrebbero i puristi; appena la panna sarà montata, sempre sbattendo, aggiungete gradatamente lo zucchero al velo.
La crema Chantilly è un tipo di preparazione di base che ben si presta ad essere abbinata a dolci a base di Pan di Spagna, brioche, charlotte e torte farcite. Infatti sono infinite le ricette e le preparazioni che utilizzano questa delizia, forse però per esaltarla al meglio nella sua naturale purezza e semplicità il modo migliore è assaggiarla come la pensò per il Re Sole il suo creatore. E allora prepariamoci una coppa di fragoline di bosco, ricoperte a piacere di crema Chantilly.
E il piccolo equivoco? È quello che, solo in Italia, vuole che per crema Chantilly si intenda il composto nato dall’unione di crema pasticcera e panna montata, che invece da origine alla “crema Diplomatica”: 2/3 di crema pasticcera e 1/3 di crema Chantilly. Buonissima, ma un’altra cosa rispetto alla delicata invenzione dell’ottimo Vatel.
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